La chirurgia robotica debutta al Bolognini di Seriate: primo intervento con il Da Vinci

 

Il nuovo sistema, frutto di un investimento di oltre due milioni di euro, entra in attività il 27 ottobre con una colecistectomia eseguita dal dott. Pierpaolo Mariani. Una tecnologia all'avanguardia che amplia le possibilità della chirurgia mininvasiva e apre nuove prospettive per l'intera ASST Bergamo Est.

 

SERIATE – La chirurgia dell'ASST Bergamo Est compie un importante passo avanti sul fronte dell'innovazione tecnologica. Il 27 ottobre, all'Ospedale Bolognini di Seriate, è stato eseguito il primo intervento con il sistema robotico Da Vinci, una delle tecnologie più avanzate oggi disponibili a supporto dell'attività chirurgica.

 

A inaugurare questa nuova fase è stata una colecistectomia, l'asportazione della cistifellea, eseguita dal dott. Pierpaolo Mariani, direttore della Chirurgia Generale dell'Ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo, affiancato dall'équipe chirurgica, dagli anestesisti e dal personale infermieristico di sala operatoria.

 

L'introduzione della piattaforma robotica, acquisita attraverso un investimento di oltre due milioni di euro, si inserisce nel più ampio programma di ammodernamento tecnologico delle strutture ospedaliere aziendali. Un progetto che punta a mettere a disposizione dei professionisti strumenti sempre più evoluti, capaci di affiancare l'esperienza clinica e di offrire ai pazienti ulteriori opportunità di trattamento.

 

Ma come funziona concretamente la chirurgia robot-assistita?

A differenza di quanto il termine potrebbe suggerire, il robot non opera autonomamente e non prende decisioni al posto del medico. È il chirurgo a mantenere il pieno controllo dell'intervento, guidando ogni movimento degli strumenti attraverso una console dedicata.

 

Seduto alla postazione di comando, lo specialista dispone di una visione tridimensionale ad alta definizione, ingrandita rispetto a quella naturale, che consente di osservare con estrema accuratezza le strutture anatomiche. I movimenti delle sue mani vengono riprodotti in tempo reale dalle braccia robotiche, dotate di strumenti articolati capaci di raggiungere angolazioni e spazi difficilmente accessibili con la strumentazione tradizionale.

 

Il sistema permette inoltre di filtrare il tremore fisiologico e di eseguire manovre particolarmente precise, offrendo al chirurgo un controllo molto raffinato dei gesti operatori. La possibilità di lavorare in una posizione ergonomica rappresenta un ulteriore vantaggio, soprattutto nelle procedure più lunghe e impegnative.

 

La presenza della tecnologia non modifica, tuttavia, un principio fondamentale: al centro dell'intervento rimane sempre il lavoro dell'équipe. Accanto al paziente operano chirurghi assistenti, anestesisti, infermieri strumentisti e personale di supporto, ciascuno con competenze e responsabilità indispensabili per garantire la sicurezza e il corretto svolgimento della procedura.

 

L'impiego del Da Vinci consente di ampliare le potenzialità della chirurgia mininvasiva, una pratica già consolidata negli ospedali dell'ASST Bergamo Est. Attraverso piccole incisioni, il medico può intervenire con strumenti di elevata manovrabilità e una visualizzazione estremamente dettagliata dei tessuti, caratteristiche particolarmente utili nei passaggi anatomici più delicati e negli interventi di maggiore complessità.

 

Per il paziente, l'approccio mininvasivo può tradursi, rispetto alla chirurgia tradizionale a cielo aperto, in un minor trauma chirurgico, una riduzione del dolore postoperatorio e tempi di recupero più contenuti. È importante precisare, però, che questi benefici non sono automaticamente superiori a quelli ottenibili con la laparoscopia convenzionale, tecnica già ampiamente diffusa, efficace e sicura per numerose patologie.

 

L'utilizzo della robotica deve quindi rispondere a precise indicazioni cliniche. La valutazione spetta sempre allo specialista, che individua la soluzione più appropriata considerando la tipologia di intervento, le condizioni di salute e le caratteristiche della persona da operare.

 

«L'arrivo della chirurgia robotica rappresenta un'evoluzione importante del lavoro che già svolgiamo quotidianamente con le tecniche mininvasive», spiega il dott. Pierpaolo Mariani. «La visione tridimensionale, l'ingrandimento delle immagini e la maggiore libertà di movimento degli strumenti ci consentono di affrontare alcuni passaggi operatori con un livello di controllo particolarmente elevato, soprattutto nelle situazioni anatomiche più complesse. Non significa che il robot debba essere impiegato indistintamente in tutti gli interventi, ma che possiamo contare su una risorsa aggiuntiva per individuare, di volta in volta, la strategia chirurgica più indicata. La tecnologia offre grandi potenzialità, ma sono sempre la preparazione del chirurgo, la sua capacità di valutazione e la collaborazione con tutti i professionisti presenti in sala a determinare la qualità del risultato».

 

Il primo intervento segna l'inizio di un percorso destinato a coinvolgere progressivamente l'organizzazione chirurgica aziendale. La presenza del Da Vinci al Bolognini costituisce infatti una risorsa che potrà favorire lo sviluppo di competenze trasversali, la collaborazione tra specialisti dei diversi presidi e l'ampliamento delle applicazioni cliniche, secondo una programmazione definita sulla base delle esigenze assistenziali e organizzative.

 

Un ruolo centrale sarà svolto anche dalla formazione, indispensabile per garantire un utilizzo appropriato della nuova apparecchiatura e accompagnare i professionisti nell'acquisizione delle competenze necessarie. L'obiettivo non è soltanto introdurre una strumentazione innovativa, ma costruire attorno a essa un modello di lavoro condiviso, in grado di valorizzare l'esperienza già presente all'interno dell'Azienda.

 

A rendere particolarmente significativo il debutto della robotica a Seriate è stata anche la presenza in sala operatoria del professor Giusto Pignata, direttore della Chirurgia Generale 2 degli Spedali Civili di Brescia e responsabile dell'Hub Robotico multidisciplinare, intervenuto in qualità di supervisore.

 

Tra i pionieri della chirurgia mininvasiva in Italia, il professor Pignata ha maturato una consolidata esperienza nello sviluppo delle tecniche laparoscopiche e robot-assistite, affiancando all'attività clinica un importante impegno nella formazione dei chirurghi. La sua partecipazione al primo intervento ha rappresentato un prezioso contributo scientifico e professionale, oltre che un'occasione di confronto e crescita per l'équipe coinvolta.

 

A sottolineare il valore strategico di questa innovazione per l'intera Azienda è il dott. Antonio Piazzini Albani, direttore del Dipartimento Chirurgico dell'ASST Bergamo Est.

 

«L'avvio della chirurgia robotica è un risultato di grande rilievo per tutto il nostro Dipartimento, perché introduce uno strumento che ci consentirà di sviluppare ulteriormente le attività chirurgiche, favorendo l'integrazione delle competenze e la collaborazione tra i professionisti dei diversi ospedali. Non si tratta semplicemente dell'acquisizione di una nuova apparecchiatura, ma dell'inizio di un percorso che richiederà formazione, aggiornamento continuo e un importante impegno organizzativo. Abbiamo l'opportunità di far crescere le nostre équipe, valorizzare le professionalità esistenti e creare condizioni favorevoli anche per la formazione delle nuove generazioni di chirurghi».

 

«Desidero rivolgere un sincero ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto», prosegue Piazzini Albani. «Ai chirurghi, agli anestesisti, agli infermieri, ai tecnici e ai servizi aziendali che hanno lavorato con competenza, disponibilità e dedizione per rendere possibile l'avvio dell'attività. Un particolare riconoscimento va al professor Giusto Pignata, per aver messo a disposizione la propria esperienza e aver accompagnato questa prima importante esperienza, e al dottor Pierpaolo Mariani e alla sua équipe per l'impegno con cui hanno affrontato il debutto della nuova tecnologia. Il successo di un progetto di questa portata nasce dal contributo di molte professionalità, spesso impegnate anche in attività organizzative e di preparazione meno visibili, ma altrettanto fondamentali. È proprio questa capacità di lavorare insieme che ci permette di trasformare l'innovazione in un'opportunità concreta per i nostri pazienti».

 

Sull'importanza dell'investimento interviene anche Marco Passaretta, direttore generale dell'ASST Bergamo Est.

 

«Con l'avvio del Da Vinci trasformiamo un investimento significativo in una nuova opportunità di cura per i cittadini del nostro territorio. L'innovazione tecnologica rappresenta una delle direttrici fondamentali lungo le quali stiamo sviluppando la nostra offerta sanitaria, con l'obiettivo di mettere a disposizione dei pazienti prestazioni sempre più qualificate e dei professionisti strumenti adeguati all'evoluzione della medicina. L'acquisizione di questo sistema rafforza il patrimonio tecnologico dell'Azienda e testimonia la volontà di continuare a investire nella qualità delle nostre strutture ospedaliere».

 

«Il vero valore di questa scelta», aggiunge Passaretta, «risiede nella capacità di integrare le nuove tecnologie all'interno di percorsi clinici sicuri e appropriati, sostenuti dalla preparazione e dall'esperienza del personale. Per questo desidero ringraziare Regione Lombardia per il sostegno all'investimento, la Direzione del Dipartimento Chirurgico e tutti i professionisti che, ciascuno nel proprio ambito, hanno contribuito alla realizzazione del progetto. È grazie al loro impegno che possiamo continuare a far crescere la nostra Azienda, offrendo ai cittadini una sanità pubblica capace di evolversi e di rispondere alle nuove esigenze di salute».

 

Il debutto della chirurgia robot-assistita all'Ospedale Bolognini rappresenta dunque non soltanto un importante traguardo tecnologico, ma anche il punto di partenza di una nuova fase di sviluppo per l'attività chirurgica dell'ASST Bergamo Est.

 

Una prospettiva nella quale l'innovazione non è fine a sé stessa, ma diventa uno strumento al servizio della competenza medica, della collaborazione multidisciplinare e della qualità dell'assistenza. Con un obiettivo che rimane invariato: offrire a ogni paziente il trattamento più appropriato, coniugando sicurezza, esperienza professionale e opportunità offerte dal progresso tecnologico.

 

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