Seriate, il Bolognini si rinnova: definita la soluzione progettuale per il polo sanitario dell’Est Bergamasco

 

Si è ufficialmente concluso il percorso di valutazione previsto dal Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) per la riorganizzazione dell’Ospedale “Bolognini” di Seriate, individuando l’Alternativa C come soluzione progettuale ottimale per lo sviluppo futuro del presidio.

Il Bolognini di Seriate riveste il ruolo di presidio hub aziendale e Centro di DEA di I livello all’interno della rete ospedaliera dell’ASST Bergamo Est, punto di riferimento per l’emergenza-urgenza e per le principali patologie tempo-dipendenti di un bacino territoriale che comprende oltre 100 Comuni dell’area orientale della provincia di Bergamo, per una popolazione complessiva di circa 386 mila abitanti. In questo contesto, la riorganizzazione del presidio si inserisce in un più ampio processo di revisione della rete ospedale-territorio, in coerenza con gli indirizzi regionali e nazionali di programmazione sanitaria e con i criteri previsti dal Codice dei Contratti Pubblici per la pianificazione delle opere strategiche.

Il DOCFAP ha analizzato tre alternative progettuali, valutandole sulla base di nove criteri e trentatré indicatori, che includono aspetti di strategia e governance, compatibilità urbanistica e ambientale, accessibilità, qualità tipologico-strutturale, funzionalità clinico-assistenziale, sostenibilità, continuità operativa e sostenibilità economico-finanziaria. L’esito della valutazione comparativa ha evidenziato come l’Alternativa C garantisca il miglior equilibrio complessivo tra efficacia dell’intervento, efficienza gestionale e sostenibilità nel medio-lungo periodo.

Nel dettaglio, l’Alternativa C prevede la realizzazione di nuovi edifici dedicati alle principali attività diurne, ambulatoriali, amministrative e direzionali, con la conseguente dismissione delle strutture più obsolete del presidio. Questa configurazione consente una riorganizzazione profonda degli spazi interni e dei flussi, liberando superfici per il rafforzamento delle aree di degenza e migliorando l’integrazione funzionale tra le diverse macroaree sanitarie.

Tra gli interventi principali figurano:

  • il potenziamento dell’area di Emergenza-Urgenza, con spazi più sicuri e strutturati per la gestione dei pazienti e per i percorsi differenziati, inclusa l’area pediatrica;
  • l’ampliamento del blocco operatorio con la realizzazione di nuove sale operatorie, predisposte per l’adozione di tecnologie avanzate;
  • il rafforzamento delle aree di degenza internistica e chirurgica, con un incremento delle stanze singole e la creazione di “spazi polmone” riconfigurabili in caso di emergenze sanitarie o necessità pandemiche;
  • l’incremento dell’offerta ambulatoriale e diurna, con un nuovo assetto per poliambulatori, day hospital, MAC/BIC e servizi al pubblico;
  • la riorganizzazione delle funzioni amministrative e direzionali, in edifici dedicati e progettati secondo criteri di efficienza, accessibilità e integrazione con il presidio sanitario.

Particolare rilievo assume il tema della continuità assistenziale durante le fasi di cantiere: la scelta dell’Alternativa C consente di avviare la realizzazione dei nuovi edifici senza interferenze dirette con l’attività clinico-assistenziale in corso, riducendo al minimo l’impatto sui pazienti e sugli operatori e garantendo la piena operatività del Pronto Soccorso e dei reparti.

Il progetto integra inoltre principi avanzati di sostenibilità ambientale e qualità urbana, con attenzione all’efficienza energetica, all’utilizzo della luce naturale, all’integrazione di fonti rinnovabili, al recupero idrico e alla valorizzazione delle aree verdi, comprese le corti interne e i giardini terapeutici. È previsto anche un ripensamento complessivo della mobilità e dei parcheggi, in un’ottica di maggiore accessibilità e di integrazione con il tessuto urbano e infrastrutturale di Seriate.

«La scelta dell’Alternativa C rappresenta una decisione strategica per il futuro della sanità del nostro territorio – dichiara il Direttore Generale dell’ASST Bergamo Est, dott. Marco Passaretta –. Abbiamo individuato una soluzione che non si limita a risolvere le criticità attuali, ma che consente al Bolognini di Seriate di compiere un salto di qualità strutturale, organizzativo e tecnologico. Parliamo di un progetto che mette al centro la sicurezza e la dignità del paziente, la qualità dell’ambiente di lavoro per i professionisti e la sostenibilità economica e ambientale dell’infrastruttura. È un investimento sul lungo periodo, pensato per garantire al presidio un ruolo solido e riconoscibile nella rete ospedaliera regionale».

Sottolinea il Sindaco di Seriate, Gabriele Cortesi: “la soluzione progettuale individuata dalla direzione della ASST Bergamo est sottolinea la centralità dell’ospedale Bolognini di Seriate all’interno delle strategie aziendali, in particolare conferisce il ruolo di hub Aziendale e punto di riferimento imprescindibile per l’emergenza urgenza. Ora l’amministrazione comunale è pronta ad offrire con entusiasmo tutta la propria collaborazione tecnico progettuale per definire soluzioni che siano turbati urbanisticamente compatibili con il tessuto urbano esistente.
Esprimiamo quindi grande soddisfazione e fiducia, affinché il percorso intrapreso riesca ad offrire al nostro importante presidio ospedaliere il ruolo innovativo e centrale che da sempre ha esercitato.

L’ASST Bergamo Est conferma che il DOCFAP costituisce la base tecnica e programmatoria per l’accesso ai finanziamenti regionali e per l’avvio delle successive fasi di progettazione di fattibilità tecnico-economica ed esecutiva. Il percorso proseguirà in stretto raccordo con Regione Lombardia, il Comune di Seriate e gli enti competenti, al fine di assicurare la piena coerenza dell’intervento con gli strumenti urbanistici vigenti e con le politiche di sviluppo territoriale.

Con questo progetto, l’Ospedale Bolognini di Seriate si candida a diventare un presidio sanitario moderno, “green” e orientato alla persona, capace di coniugare innovazione tecnologica, qualità architettonica e integrazione con la comunità locale, rafforzando il modello di sanità di prossimità e di rete su scala provinciale.

 

 

 

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