“Prevenire la Shaken Baby Syndrome: incontri e informazione per le famiglie bergamasche”
Un neonato che piange senza sosta, la stanchezza accumulata, la frustrazione che cresce. È in questi momenti, apparentemente ordinari, che può verificarsi un gesto impulsivo capace di provocare conseguenze gravissime. Torna anche quest’anno, l’11 e il 12 aprile, la campagna nazionale di prevenzione della Shaken Baby Syndrome promossa da Terre des Hommes con l’iniziativa “nonscuoterlo!”, coinvolgendo oltre 150 città italiane. Un appuntamento che punta a trasformare l’informazione in uno strumento concreto di tutela per i più piccoli.
La cosiddetta Sindrome del bambino scosso rappresenta una delle forme più subdole e pericolose di trauma infantile. Colpisce prevalentemente bambini sotto l’anno di vita e può derivare anche da pochi secondi di scuotimento violento. I numeri restituiscono con chiarezza la dimensione del problema: un’incidenza stimata tra i 14,7 e i 38,5 casi ogni 100.000 bambini, un tasso di mortalità che raggiunge il 25-30% e, tra i sopravvissuti, fino all’80% di danni permanenti, tra cui cecità, lesioni neurologiche, tetraplegia e disturbi cognitivi.
Nella maggior parte dei casi non si tratta di un atto intenzionale, ma di una reazione impulsiva a situazioni di forte stress: notti insonni, senso di inadeguatezza, difficoltà nel gestire un pianto inconsolabile. A pesare è anche la scarsa consapevolezza della fragilità del neonato e della rapidità con cui possono verificarsi danni irreversibili.
In questo contesto si inserisce l’impegno dell’ASST Bergamo Est, che aderisce alla campagna con una serie di iniziative diffuse sul territorio, rivolte a genitori, caregiver e futuri mamme e papà:
- Seriate (Centro vaccinale, via Paderno 40): incontro venerdì 10 aprile, dalle 9.00 alle 12.00
- Seriate (Punto Nascita, Ospedale Bolognini 4° piano): open day sabato 11 aprile, dalle 9.00 alle 19.00
- Seriate (Hall ingresso, Ospedale Bolognini) sabato e domenica dalle 11 alle 15 e dalle 17.30 alle 20, la dott.ssa Ilaria Fracassetti, medico del reparto di Pediatria consegnerà materiale informativo e sarà a disposizione per tutti i genitori che richiederanno la sua consulenza
- Trescore Balneario (Centro vaccinale, via Ospedale 38): incontro lunedì 13 aprile, dalle 9.00 alle 12.00
Durante gli incontri, i professionisti sanitari offriranno informazioni pratiche, ascolto e strumenti per riconoscere e gestire le situazioni di rischio.
«Nelle situazioni di forte stress è fondamentale fermarsi – spiega Cristina Bellan, direttore del Dipartimento Area della donna e materno infantile –. Posare il bambino in un luogo sicuro e prendersi qualche istante per recuperare la calma è un gesto di responsabilità. È importante che i genitori sappiano che chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma parte integrante della cura».
«Il pianto del neonato è spesso il principale fattore di stress per i caregiver – aggiunge Ilaria Pacati, direttore della Pediatria dell’Ospedale Bolognini di Seriate –. Fornire strumenti concreti per comprenderlo e gestirlo è fondamentale: informazione e accompagnamento possono prevenire comportamenti impulsivi e proteggere la salute dei bambini».
Dal 2017 la campagna “nonscuoterlo!” lavora per diffondere la conoscenza di una condizione ancora poco nota ma altamente devastante, tanto da aver ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica. L’iniziativa coinvolge, tra gli altri, la Società Italiana di Pediatria, la Federazione Italiana Medici Pediatri e numerose realtà impegnate nella tutela dell’infanzia.
Accanto ai medici, un ruolo centrale è svolto dalle ostetriche e dalle psicologhe consultoriali. Le prime accompagnano i neogenitori fin dai primi giorni dopo il parto, anche con visite domiciliari, fornendo informazioni chiare e strategie concrete per affrontare il pianto e la fatica. Le seconde supportano i genitori nell’accettazione delle proprie fatiche aiutandoli a gestire frustrazione e senso di inadeguatezza.
Il messaggio è semplice ma cruciale: il pianto di un neonato, per quanto difficile da sopportare, è un evento normale e gestibile. Quando diventa eccessivo, la priorità non è “farlo smettere a tutti i costi”, ma garantire la sicurezza del bambino e la stabilità emotiva dell’adulto.
Posarlo in un luogo sicuro, allontanarsi per qualche istante, chiedere aiuto: sono azioni semplici che possono prevenire conseguenze irreparabili. Perché la Shaken Baby Syndrome si può evitare. E la prevenzione, in questo caso, coincide con un gesto di consapevolezza che può salvare una vita.