Albino, dal 27 maggio operativa la nuova Casa di Comunità
L’inaugurazione ufficiale il 2 luglio, a servizi pienamente avviati
Dal 27 maggio entrerà ufficialmente in funzione la nuova Casa di Comunità di Albino, il nuovo presidio sanitario territoriale realizzato in viale M.O. Gasparini 20 e destinato a diventare il punto di riferimento per i servizi sociosanitari della Media Valle Seriana.
L’inaugurazione ufficiale della struttura è invece prevista per il prossimo 2 luglio, quando tutti i servizi saranno pienamente avviati e operativi a regime.
Per consentire le operazioni di trasferimento delle attività e degli uffici dalla sede di viale Stazione, il distretto resterà chiuso nella giornata del 26 maggio. Da martedì 27 maggio i servizi saranno attivi nella nuova sede.
L’intervento è stato realizzato grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), con un investimento complessivo di 3.143.856,72 euro. Un progetto strategico che rappresenta uno dei principali tasselli della riorganizzazione della sanità territoriale bergamasca e che punta a rafforzare la medicina di prossimità, avvicinando servizi e cure ai cittadini.
La nuova Casa di Comunità nasce infatti con l’obiettivo di concentrare in un’unica struttura servizi sanitari, assistenziali e amministrativi, garantendo percorsi più semplici, integrati e accessibili soprattutto per anziani, pazienti cronici e persone fragili.
All’interno della struttura troverà spazio il Punto unico di accesso (Pua), servizio dedicato all’accoglienza, all’orientamento e alla prima valutazione dei bisogni di salute dei cittadini.
Saranno attivi inoltre gli sportelli amministrativi territoriali per pratiche quali scelta e revoca del medico di medicina generale, esenzioni ticket, protesica integrativa e richieste relative alla farmaceutica ambulatoriale.
Tra le novità più significative figura il nuovo centro prelievi, che consentirà di effettuare esami, su prenotazione, direttamente sul territorio di Albino, evitando ai cittadini ulteriori spostamenti. A questo si aggiungeranno gli ambulatori di medicina specialistica e diagnostica ambulatoriale, con servizi dedicati in particolare a endocrinologia e geriatria.
La Casa di Comunità ospiterà anche gli infermieri di famiglia e di comunità, figure centrali nel monitoraggio e nella presa in carico dei pazienti cronici e fragili, anche attraverso interventi domiciliari. Presenti inoltre l’ambulatorio infermieristico, il servizio di attivazione e monitoraggio delle cure domiciliari e la continuità assistenziale collegata al numero unico 116117.
Ampio spazio sarà dedicato anche all’innovazione tecnologica con i servizi di telemedicina, già attivi in percorsi quali diabetologia, riabilitazione cardiologica, ginecologia, nutrizione artificiale domiciliare e dipendenze.
All’interno della struttura sarà inoltre presente il servizio di psicologia territoriale, dedicato al supporto di cittadini con fragilità emotive, disturbi legati a stress, ansia o depressione lieve, oltre ai percorsi di valutazione multidimensionale per i casi più complessi.
Completano l’offerta sanitaria la continuità assistenziale pediatrica del sabato pomeriggio e i servizi dedicati alla partecipazione della comunità e alla coprogettazione territoriale.
«La nuova Casa di Comunità di Albino rappresenta un investimento concreto sul futuro della sanità territoriale della Valle Seriana — sottolinea il direttore generale di ASST Bergamo Est Marco Passaretta —. Non attiviamo soltanto una nuova sede, ma un modello organizzativo che mette al centro la persona e rende l’assistenza più vicina, integrata e accessibile. Qui il cittadino potrà trovare risposte coordinate ai propri bisogni sanitari e sociosanitari, con servizi moderni e professionisti che lavorano in rete».
Passaretta evidenzia inoltre il valore strategico dell’investimento Pnrr: «Le Case di Comunità sono uno degli strumenti principali attraverso cui costruire la sanità del futuro. Albino diventa oggi un presidio fondamentale per tutto il territorio della Valle Seriana, capace di garantire continuità delle cure, prevenzione e presa in carico delle fragilità».
Nella sede di viale Stazione resteranno invece operativi la Società Servizi Valseriana e la veterinaria territoriale in capo ad Ats Bergamo.
L’apertura della nuova Casa di Comunità segna così un passaggio importante per il territorio albinese e per tutta la Valle Seriana: una sanità più moderna, diffusa e orientata ai bisogni concreti dei cittadini.
"L’Amministrazione comunale di Albino esprime grande soddisfazione per l’avvio della nuova Casa di Comunità di Albino - dichiara il sindaco Daniele Esposito: un presidio sanitario e territoriale di fondamentale importanza per tutta la Valle Seriana.
Si tratta di un risultato tutt’altro che scontato. In una fase iniziale, infatti, erano già previste strutture analoghe nei comuni di Alzano Lombardo e Gazzaniga; grazie però alla forte volontà dell’Amministrazione, alla collaborazione con gli enti coinvolti e alla capacità del territorio di fare rete, è stato possibile ottenere anche la realizzazione della Casa di Comunità di Albino.
La nuova struttura trova collocazione all’interno di un complesso di grande valore storico e urbanistico nel cuore del centro storico cittadino. Per questo motivo, oltre a rappresentare un importante punto di riferimento per i servizi sociosanitari, costituirà anche un elemento strategico nel percorso di valorizzazione e rilancio del centro storico di Albino.
L’auspicio è che la Casa di Comunità possa diventare un presidio sempre più vicino ai bisogni dei cittadini, a servizio non solo della comunità albinese ma anche dell’intera media e bassa Valle Seriana.
Nei prossimi mesi il Comune diventerà inoltre proprietario di ulteriori spazi dell’ex complesso monastico, con il trasferimento previsto entro la fine dell’anno. Su tali spazi l’Amministrazione ha già delle idee che saranno approfondite e condivise successivamente.
Un sentito augurio di buon lavoro va infine a tutti i professionisti, agli operatori sanitari e al personale che presteranno servizio all’interno della nuova Casa di Comunità, affinché questa struttura possa rappresentare un luogo di cura, prossimità e attenzione per tutto il territorio."